HomepageFiscoIVAIva non dovuta: limiti alla detrazione e possibilità di rimborso
IVA
18 Marzo 2025
Iva non dovuta: limiti alla detrazione e possibilità di rimborso
La Corte di Giustizia Europea (causa C-640/23) ha stabilito che il cessionario può chiedere il rimborso dell’Iva indebitamente versata su operazioni non imponibili, anche se non recuperabile dal fornitore, tutelando la neutralità dell’imposta.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, nella sentenza 13.03.2025, C-640/23, ha affrontato nuovamente il tema della gestione dell’Iva applicata erroneamente su operazioni che, a seguito di riqualificazione fiscale, risultano non soggette all’imposta. In questa sede, i giudici europei hanno espresso 2 principi fondamentali:- la legittimità del diniego di detrazione dell’Iva se una cessione viene riqualificata come operazione fuori campo Iva (pertanto, una normativa nazionale può legittimamente impedire al cessionario o committente di detrarre l’imposta pagata per errore al fornitore, anche quando il recupero diretto da quest’ultimo sia impossibile o particolarmente complesso); - il diritto al rimborso dell’Iva direttamente dall’Erario. In caso di impossibilità di recupero dell’Iva presso il fornitore, il soggetto passivo deve poter richiedere il rimborso direttamente all’Amministrazione Finanziaria.Il caso esaminato nasce da un’operazione di trasferimento di beni strumentali che, dopo una verifica fiscale, è stata riqualificata come cessione di un ramo d’azienda e, quindi, considerata non soggetta a Iva secondo la normativa nazionale e la Direttiva 2006/112/CE. La società acquirente aveva ricevuto una fattura con Iva erroneamente applicata e aveva detratto l’imposta, ma l’Amministrazione Finanziaria aveva negato questa detrazione, basandosi sul principio che solo l’Iva effettivamente dovuta può essere portata in detrazione.La questione...