A cura di Stanislao Corvino
Oggi più di ieri le imprese si trovano in mercati i cui contesti competitivi sono sempre più serrati, in cui la lotta per garantirsi una redditività è estenuante e si gioca sulla proattività del decision making aziendale.
Infatti, nel corso degli ultimi anni, e a maggior ragione in questo periodo di emergenza Covid-19, ogni esperienza raccolta nel passato non è più utile e la sola guida empirica potrebbe addirittura costituire un freno all'ulteriore sviluppo aziendale, minando la sopravvivenza dell'azienda stessa. Dunque, non basta più saper reagire e adattarsi al cambiamento del mercato di riferimento.
Tale comportamento configurerebbe un orientamento al futuro volto esclusivamente alla sopravvivenza aziendale, mentre la capacità di prevedere le reazioni dei competitors e anticiparle garantirebbe l'idonea redditività per la crescita. Il decision making deve essere basato, perciò, su processi che tengano conto delle dinamiche esogene, sfruttando tutta la conoscenza insita in azienda sotto forma di “dati”.
I sistemi di Business Intelligence (BI) sono strumenti che consentono di manipolare la grande quantità di dati immagazzinati nei diversi database aziendali, chiamati comunemente Big Data, modellando i dati attraverso sistemi di correlazioni logiche e algebriche. Pertanto, attraverso l'evoluzione dei sistemi di reporting tradizionali...