Il buon funzionamento di una comunità di persone necessita di regole, meglio se condivise. In uno Stato esistono i codici con le varie leggi che tutelano la vita sociale. Poi, esiste un “codice comportamentale” che spesso esula dalla legislazione ufficiale: c’è chi la chiama “morale”, chi “consuetudini” o chi, semplicemente, “buona educazione”.
Essendo regole non scritte, non codificate, sono spesso fonte di discussione e di controversie. Tanto per fare un paio di esempi, cosa pensate di queste affermazioni:
l’uso degli stuzzicadenti è consentito a tavola, ma coprendo la bocca con la mano;
il pollo si può mangiare con le mani;
quando si entra in un locale pubblico, l’uomo deve far passare davanti la donna.
Se siete d’accordo anche solo ad una di queste tre affermazioni, state sbagliando, state andando contro alle regole di buona educazione. Non siete d’accordo? Chi ha ragione? Non c’è una legge che definisce questi comportamenti, alla fine ognuno tende a fare quello che mediamente fa il suo gruppo di appartenenza.
E ancora: pensate a quando vi accingete a parcheggiare facendo retromarcia ed uno, da dietro si infila nel “vostro” parcheggio. Lite assicurata, si spera solo verbale. Lo sapete chi ha ragione? Secondo la buona educazione, avete ragione voi; secondo il Codice della Strada ha ragione …lui! Infatti, un posto pubblico...