Se mai qualcuno pensasse che la tecnologia porti sempre con sé la conoscenza, proponiamo un recente caso di catene di sant’Antonio sul web, di tale portata commerciale da finire nel mirino della legge. Nel caso specifico, l’Agcom ha disposto la chiusura di alcuni siti di e-commerce che praticavano un meccanismo di questo tipo: i consumatori potevano acquistare costosi smartphone a prezzo scontato ma, per ottenerlo, si dovevano impegnare perché almeno altre 3 persone effettuassero un analogo acquisto, aderendo a una specifica lista (iscrizione, dati personali, carta di credito, ecc.). All'inizio i prodotti venivano consegnati regolarmente; in seguito, non appena si faceva consistente il numero dei soggetti che aderivano e versavano l’importo iniziale, lo scorrimento della lista rallentava progressivamente, fino ad arrestarsi. A questo punto, veniva impedito ai consumatori di uscire dal sistema e di essere rimborsati e si doveva procedere all’acquisto a prezzo pieno.
Quella sanzionata dal Garante non è altro che un’evoluzione della classica catena di sant’Antonio, un metodo di comunicazione tanto innocente quanto il suo nome, nato con evidenti fini devozionali (la diffusione di una preghiera in favore dello scrivente) e subito capace di adattarsi a nuovi mezzi e nuove forme, iniziando dagli slogan ripetuti su banconote di poco valore, ciclostili e fax: il web ne ha rappresentato un terreno di coltura ideale,...