Alcune scuole psicologiche definiscono la Comunicazione come un “processo di influenzamento reciproco”, in cui ogni protagonista cerca di influenzare l’altro usando tutti i canali: verbale (il contenuto), para verbale (la voce e il tono), non-verbale (la gestualità e gli oggetti usati nella comunicazione).
A prima vista sembra un'affermazione un po’ forte. Noi diamo una accezione negativa alla parola “influenzamento”, immaginiamo una persona che deve convincere l’altra a compiere atti contro la sua volontà.
In realtà si tratta solo di un fatto tecnico, in cui uno comunica e quindi crea un condizionamento all’altro. Anche l’alunno a scuola che alza la mano per fare una domanda, tenta di “influenzare” il maestro a interrompersi e ad ascoltare la sua domanda. Se volete chiedere un'informazione a un passante, lo state “influenzando” a fermarsi, ascoltarvi e indicarvi la strada. Ma anche un rapinatore in banca, con una pistola in mano e in assoluto silenzio, cerca di “influenzare” il cassiere...
Esempi a parte, esistono meccanismi per essere più convincenti anche in situazioni quotidiane? Situazioni tipo convincere il coniuge a fare una vacanza in una località X, un potenziale cliente ad affidare al vostro studio la sua attività, un fornitore a farvi lo sconto o il cliente a pagare il prezzo pieno, senza sconto.
La risposta è...