La legge di Bilancio dello Stato (L. 145/2018) ha previsto l'innalzamento della quota limite dei ricavi/compensi per entrare nel regime di determinazione forfettaria del reddito a 65.000 euro annui, nel rispetto di alcune condizioni, soglia superata la quale, a far data dal 1.01.2020, è previsto una tassazione sostitutiva al 20% per redditi fino a 100.000 euro. Si vuole qui di seguito analizzare gli impatti operativi e le possibili ricadute sanzionatorie.
Preso atto che all'art. 1, c. 3 D.Lgs. 127/2015 è prevista l'esenzione dell'obbligo di emissione di fatture elettroniche per i soggetti in regime forfettario, molti operatori osservatori hanno colto con favore la novità, potendo in questo modo “dribblare” la necessità di emissione di fatture elettroniche con l'anno appena iniziato.
Da un lato, quindi, vengono assecondate le reticenze di cambiamento di qualcuno che, con tutta probabilità, già comunque oggi emette fatture redigendole con un software, dall'altro, si "costringono" i professionisti ad effettuare controlli di convenienza fiscale nel passaggio a tale regime.
Lasciato in questo limbo per un anno intero, il cliente dovrà però essere risvegliato prima di giugno 2020 (momento di redazione della sua dichiarazione dei redditi) altrimenti potrebbe essere troppo tardi. Infatti, se nel 2019 avesse superato la soglia dei 65.000 euro (entrando eventualmente nel nuovo...