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Imposte e tasse 28 Dicembre 2022

La chiusura della partita Iva con compensi non incassati

La risposta all’interpello 26.04.2022, n. 218 apre ai professionisti in regime non agevolato la possibilità di fatturare i compensi prima del loro effettivo incasso, nell’anno di chiusura della partita Iva.

L’attività professionale non può considerarsi cessata fino all’esaurimento di tutte le operazioni, ulteriori rispetto all’interruzione delle prestazioni professionali, dirette alla definizione dei rapporti giuridici pendenti, e in particolare di quelli aventi a oggetto crediti strettamente connessi alla fase di svolgimento dell’attività professionale. Questo il dettame della circolare 11/E/2007. Per quanto riguarda i regimi agevolati (regime dei minimi e regime dei forfetari) è stata concessa la possibilità, in un'ottica di semplificazione che tiene conto delle dimensioni dell'impresa e in particolare dall'esiguità delle operazioni economiche che ne caratterizzano l'attività, di rimettere alla scelta del contribuente se determinare il reddito relativo all'ultimo anno di attività tenendo conto anche delle operazioni che non hanno avuto in quell'anno manifestazione finanziaria. Questi i chiarimenti delle circolari dell'Agenzia delle Entrate n. 17/E/2012, punto 5.1, ultimo periodo (per i minimi) e n. 10/E/2016, punto 4.3.5 (per i forfetari). Pertanto, sino al 2021 solo minimi e forfetari potevano chiudere la partita Iva anticipando la tassazione nell’anno di chiusura dei crediti non ancora riscossi. Con la risposta 26.04.2022, n. 218, tale possibilità viene estesa anche ai professionisti “ordinari”. L’istanza di interpello chiedeva il...

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