La consapevolezza della frode impedisce la detrazione
Quando il soggetto utilizzatore è consapevole che le fatture ricevute sono state prodotte da una cartiera, l’Iva relativa non potrà essere oggetto di detrazione.
La frode fiscale è un reato compiuto al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto mediante uso di fatture o altri documenti riferibili a operazioni inesistenti. Per operazioni inesistenti si intendono quelle operazioni mai avvenute o, se avvenute, riferite a soggetti diversi da quelli effettivi. L’inesistenza delle operazioni commerciali può essere posta in essere con diverse modalità. Difatti, si è in presenza di un’inesistenza oggettiva quando ciò che è stato indicato a livello cartolare nella realtà non è mai avvenuto. Altra cosa è l’inesistenza da sovrafatturazione che consiste nell’indicare nella fattura un corrispettivo superiore al reale. Del tutto diversa è l’inesistenza soggettiva che consiste nell’indicare in uno dei documenti fiscali idonei a realizzare la frode, nomi diversi da quelli tra i quali l’operazione è realmente avvenuta.
Tutte le ipotesi descritte assumono rilevanza penale.
È opportuno precisare che la definizione di ‘fatture o altri documenti’ include qualsiasi documento con cui il soggetto possa provare l'esistenza di costi deducibili o imposte detraibili. Affrontando la fattispecie limitatamente all’imposizione indiretta, riscontriamo che in materia di Iva relativa ad operazioni soggettivamente inesistenti, il cessionario al quale sia stata contestata la detrazione dell’Iva...