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Gestione d'impresa 07 Dicembre 2020

La consegna? Immediata, ovvio

Ognuno di noi ha esigenze lavorative e problemi da risolvere e quando trova la risposta, scatta immediatamente il desiderio di ottenere subito ciò che occorre. A questo punto, il fattore tempo diventa determinante, nel bene e nel male.

Il tempo ha un valore molto alto, non sempre percepito come tale, forse ingannati dallo strumento che si usa per misurarlo, l'orologio. “Hai un quarto d'ora di tempo da dedicarmi?” “Scusami se ti ho fatto perdere un po' di tempo” “Posso rubarti 10 minuti di tempo?” Cosa sarà mai un mezzo giro di lancette... Peccato che il “tempo” non sia l'orologio, ma la nostra vita. Basterebbe sostituire alla parola “tempo”, la parola “vita”, e la visione cambierebbe: “Hai un quarto d'ora di vita da dedicarmi?” “Scusami se ti ho fatto perdere un po' di vita” “Posso rubarti 10 minuti di vita?” In quest'ottica, probabilmente cambierebbe anche la nostra risposta. La nostra “agenda” è la gestione della nostra vita, un bene prezioso. E va difeso. Ma in questo mondo non siamo soli: ci sono altri esseri umani che hanno le loro “agende”, i loro tempi. Il problema nasce quando le “agende” si incrociano e i rispettivi tempi sono messi a confronto. Nel mondo del lavoro la gestione del tempo è diventato un fattore di negoziazione, di trattativa, di scontro e come tale va considerata. La si può trattare alla vecchia maniera, cioè piangendo miseria per poi cedere (classico di chi compra), che però non farà altro che stimolare la stessa risposta: prezzi gonfiati, per poi cedere fingendo...

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