La continuità aziendale e la Business judgement rule
Il D.Lgs. 14/2019 ha introdotto una riforma relativa alla gestione della crisi d’impresa che prevede una serie di obblighi in capo all’imprenditore e all’organo amministrativo al fine di preservare e garantire la continuità aziendale.
Vi è una correlazione tra la gestione della crisi di impresa e la governance societaria. L’art. 3 del Codice della crisi d’impresa consente di dare contenuto sostanziale alla definizione di adeguati assetti, i quali devono consentire all’imprenditore di:
rilevare eventuali squilibri di carattere patrimoniale o economico-finanziario secondo i criteri di proporzionalità;
verificare la sostenibilità dei debiti e la presenza di prospettive di continuità aziendale per almeno i 12 mesi successivi;
ricavare le informazioni necessarie per effettuare il test pratico per la ragionevole perseguibilità del risanamento.
Ciò significa che gli organi societari devono essere oggetto di monitoraggio e verifiche interne costanti per essere in grado di far fronte alle variazioni di rischio. Il nuovo Codice della crisi d’impresa ha dato vita a due orientamenti principali: il primo è più legato al mantenimento della continuità aziendale tramite il monitoraggio quotidiano da parte degli organi di gestione e controllo, che potrebbe tuttavia originare dei conflitti tra soci e amministratori nel caso di crisi. Il secondo orientamento verte sulla prevenzione della crisi, dunque sull’elaborazione di strategie e rimedi prima che si verifichi lo scenario, in modo tale da riuscire ad attuare un piano di risanamento efficacie.
La Business judgement rule, importata dalla dottrina americana,...