La conversione del decreto Semplificazioni aggiunge la possibilità per le imprese di correggere gli errori contabili anche ai fini Irap e corregge, a sua volta, errori presenti dal decreto legge.
Un errore contabile, e più precisamente un errore sulla competenza di oneri e proventi, è quanto di più frequente possa avvenire in azienda, anche per gli ampi margini interpretativi esistenti al riguardo.
A prescindere dalle regole contabili sulla correzione degli errori, un tema complesso attiene al relativo regime tributario. Infatti, la registrazione di un onere fuori dall’esercizio di competenza ha dato per lungo tempo origine a una ripresa fiscale, sanzionata né più, né meno come l’incasso di proventi in nero. Anzi, si può dire che la ricerca degli errori di competenza è stata per anni una delle attività privilegiate da parte dei controllori fiscali.
È per tale ragione che l’ordinamento tributario da tempo cerca dei rimedi, come la presentazione di dichiarazioni integrative a favore, accompagnate da complessi workaround per consentire il riporto del credito a sistemi di affievolimento delle sanzioni nei casi in esame.
Radicalmente diverso l’approccio da ultimo seguito dal decreto Semplificazioni di giugno (art. 8, c. 1, lett. b) D.L. 21.06.022, n. 73). Tale decreto consente la deduzione degli oneri contabili derivanti da errori anche fuori dal periodo di competenza. Un passo da gigante nella demolizione di una delle regole più temute e detestate da chi ha voglia di fare seriamente impresa.
All’indomani della pubblicazione della norma era subito emerso il...