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Imposte e tasse 04 Agosto 2020

La detassazione al tempo del Covid-19

Quanto potranno essere raggiunti gli obiettivi di incremento degli indicatori previsti dalla contrattazione collettiva al fine dell’applicazione della detassazione sui premi di risultato?

L’emergenza sanitaria prodotta dall’epidemia da Covid-19 ha creato forti turbolenze anche sotto l’aspetto economico del nostro Paese. Il rallentamento delle stime di crescita economica e il lockdown hanno determinato una delle peggiori crisi degli ultimi decenni, mettendo a repentaglio posti di lavoro (solo attualmente in stand by per la norma anti-licenziamento) e sviluppi imprenditoriali. Difficilmente nell’anno 2020 si potranno ottenere indicatori economici di redditività, di produttività, di efficienza e di innovazione superiori a quelli quantificati nell’anno 2019 o negli anni precedenti. L’effetto, oltre ad essere devastante sotto l’aspetto imprenditoriale, crea i presupposti di non applicazione della detassazione dei premi di risultato, ossia dell’applicazione della tassazione agevolata consistente nell’aliquota del 10% a titolo di imposta sostitutiva. La non applicazione della detassazione non ha ripercussione solo sulla liquidazione netta del premio monetario, ma anche sull’eventuale conversione del premio in benefit defiscalizzati, con forte nocumento del potere d’acquisto dei dipendenti. Quale è l’attuale interpretazione dell’Amministrazione Finanziaria? Il premio è detassabile in presenza di un indicatore, stabilito dalla contrattazione collettiva, che determini un incremento di produttività, redditività, qualità, efficienza e...

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