La dichiarazione integrativa mette a rischio il premiale ISA
Per l'Agenzia delle Entrate il diverso punteggio che si genera è rilevante solo se peggiore di quello della dichiarazione originaria. E se il punteggio è inferiore alle soglie, i benefici a suo tempo ottenuti possono essere revocati.
L'unico effetto che può avere il miglioramento del punteggio ISA conseguito con una dichiarazione integrativa riguarda le analisi del rischio di evasione. In queste situazioni, infatti, la circolare dell'Agenzia delle Entrate 16.06.2020, n.16/E ha precisato che devono essere sempre considerati rilevanti, ai soli fini delle attività di analisi del rischio, gli esiti dell'ultima dichiarazione pervenuta. Nessuna apertura, invece, sul fronte della rilevanza delle dichiarazioni integrative per l'accesso ai benefici del regime premiale.
Confermando in sostanza quanto già a suo tempo precisato con la circolare 9.09.2019, n. 20/E, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che il riconoscimento dei benefici premiali dopo l'attribuzione del punteggio di affidabilità necessario, è vincolato all'esito dell'applicazione degli ISA al momento della presentazione della dichiarazione entro i termini ordinari. Unica eccezione alla ferrea regola è la presentazione di una dichiarazione tardiva, inviata cioè entro i 90 giorni successivi al termine ordinario, come precisato con la risposta dell'Agenzia delle Entrate all'interpello 6.02.2020, n. 31. Per il resto, l'Amministrazione Finanziaria ribadisce la doppia e contrastante valenza della dichiarazione integrativa rispetto al regime premiale ISA. Nello specifico, si afferma che eventuali dichiarazioni successive alla scadenza del termine ordinario di...