È partita la grande fuga dal diritto tributario. Lo abbandonano i commercialisti che vanno alla ricerca di specializzazioni in altri ambiti di attività. Cercano di evitarlo i giudici della Corte di Cassazione che, non appena terminato il periodo di permanenza minima presso la sezione tributaria, salvo casi rarissimi, fanno subito richiesta per l’assegnazione ad altre aree (civile e penale in particolare).
Cercano di evitare il diritto tributario persino gli studenti universitari che nei loro piani di studi tendono a inserire sempre meno un esame in effetti difficile, sostituendolo con altre materie più appetibili ma soprattutto più comprensibili.
La causa di tutto ciò sta evidentemente nelle tortuosità e nel livello di assoluta incomprensibilità e ingovernabilità nella quale è precipitato il nostro sistema tributario. Ciò detto torniamo alle singole motivazioni che stanno alla base della grande fuga dal diritto tributario.
Che i commercialisti si stiano avviando alla ricerca di nuove frontiere diverse da quelle fiscali lo confermano alcuni dati contenuti nell’ultima indagine statistica condotta dalla fondazione nazionale della categoria, dalla quale emergono alcuni segnali di una tendenza degli iscritti verso aree di specializzazione diverse da quelle tradizionali (tra le quali ovviamente la parte del leone è rappresentata dalla contabilità, bilancio e pianificazione...