“Sì, è vero, lo Studio va male, è difficile alzare i prezzi, trovare nuovi clienti è impossibile, per non parlare poi delle difficoltà nel coinvolgere i collaboratori.” Nel mio lavoro, fondato proprio sull'aiutare gli Studi professionali a ritrovare efficienza e soddisfazione, mi è capitato spesso di udire questo genere di commenti tra i professionisti e di sentirli giustificare come “obiezioni legittime”. E proprio per scardinare queste considerazioni, spesso mi sono dovuto impegnare in un braccio di ferro comunicativo con i miei interlocutori.
Vi capiterà di riscontrarlo quotidianamente con clienti, collaboratori, perfino in famiglia: nel proporre cose nuove è normale incontrare resistenze. Nel mio lavoro queste si declinano in 2 principali tipologie, che ho presto imparato a distinguere: le obiezioni e le lamentele.
Aprite la Treccani e alla voce obiezione leggerete: “un'opposizione che si fa, esponendo le proprie ragioni, a ciò che altri asserisce o propone”. Si tratta quindi di un'argomentazione mirata a confutare o indebolire quanto comunicato dall'interlocutore. Tuttavia, ciò non la rende un messaggio ostile, ma semplicemente la manifestazione di una non completa condivisione di ciò che è stato detto. L'obiezione, pertanto, non deve intimorire perché altro non è che una richiesta di chiarimento con cui...