"Il problema non è quello che non sai. È quello che sai per certo e che non è vero". La frase è di Mark Twain, ma potrebbe essere la premessa di qualsiasi conversazione difficile: tra genitori e figli che non riescono a capirsi, tra coniugi che parlano la stessa lingua e sembrano vivere in mondi diversi, tra fratelli che a distanza di anni si accorgono di aver vissuto la stessa infanzia in modo completamente diverso. Uno dei meccanismi più costosi è la confusione tra ciò che è reale, ciò che è misurabile, ciò che percepiamo e ciò che desideriamo.Gli stessi meccanismi operano nelle aziende e negli studi professionali. Quante decisioni vengono prese sulla base di percezioni invece che di dati? Quante volte si sceglie quello che si desidera invece di quello che è reale? Quante volte si disperdono energie su attività che non producono valore vero?Le 4 dimensioni della conoscenza:- la realtà è ciò che esiste indipendentemente da noi: i fatti, le condizioni oggettive, ciò che accade anche quando non lo vediamo;- i dati sono le tracce misurabili che la realtà lascia. Esistono, ma non sempre misurano ciò che crediamo misurino;- la percezione è la rappresentazione che il nostro cervello costruisce a partire da quei dati. È soggettiva, filtrata dall'esperienza, dall'umore, dalle aspettative;- i desideri sono ciò che vorremmo fosse vero. Sono il motore di molte azioni e la radice di molte illusioni.Sovrapponendosi parzialmente, le 4 dimensioni generano 13 zone...