Giunti al terzo mese dall'obbligo generalizzato di emissione e ricezione di fatture in solo formato elettronico, con tutta probabilità ci si sta rendendo conto che, tutto sommato, il problema non era quello di “fare” una fattura in formato xml ma quello di “organizzare” il flusso di dati in emissione e ricezione. Sono sorti molti dubbi riguardanti i tempi tecnici di ri-emissione (e con quali modalità) di fatture scartate dal Sistema di Interscambio oppure il momento dal quale (o fino a quale) poter detrarre l'Iva esposta in una fattura elettronica ricevuta (e ancor peggio, forse, nel caso di inversione contabile). L'organizzazione interna dell'azienda e dello studio professionale è stata rivoltata come un calzino e infatti, non sono da escludere casi di rifiuto al cambiamento dei propri modelli organizzativi con la conseguente stampa di ogni documento elettronico (emesso e/o ricevuto).
Riorganizzate le procedure amministrative interne di aziende e studi professionali, i primi segnali di benefici si sono fatti sentire con una certa riduzione dei tempi dedicati al data entry. C'è voluta però una “imposizione” dall'alto (leggasi dal legislatore) per rendere consapevole l'operatore (in senso lato) che la propria attività poteva essere svolta meglio e più velocemente, riducendo al minimo le possibilità di errore.
Ma allora come poter invertire la tendenza e far...