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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 06 Luglio 2026

La mia mente? In outsourcing

Non so dove risieda la mia mente, ma una cosa è certa: da sola non basta. Il pensiero diventa più lucido quando si intreccia con quello degli altri. È nella collaborazione, come negli alveari o nelle antiche cacce collettive che la mia intelligenza si moltiplica e diventa migliore.

A volte mi fermo a riflettere e mi chiedo dove dimori davvero la mente. “Antò, ma che razza di domande fai? Sta nel cervello, l’organo più sofisticato del nostro corpo”, potresti obiettare. Eppure, ho dei dubbi. Se questa convinzione fosse del tutto corretta, avrebbe implicazioni piuttosto nebulose rispetto al lavoro che svolgiamo ogni giorno. La mia mente, ad esempio, nell’elaborazione cognitiva, ha bisogno di altro. Ricordate quando da bambini abbiamo imparato a contare? Avevamo bisogno di toccarci le dita per capire che 3 più 2 fa 5. Erano proprio quelle azioni (il gesto fisico) a dare una mano al nostro intelletto. Credo, dunque, che il pensiero sia più efficace quando nasce in congiunzione con qualcosa di concreto, inclusi gli altri cervelli. In parole semplici, le nostre attività mentali non dipendono solo dall’encefalo. Sicuramente è parte di un sistema più ampio, che comprende il corpo, l’ambiente in cui viviamo e le persone che ci circondano. Ne sono così convinto che, ogni volta che devo prendere una decisione importante sul lavoro, coinvolgo i miei collaboratori e “uso” (con il loro consenso) anche la loro testa, per favorire un’azione più corretta e cognitivamente più intelligente. Questo, credimi, ha un effetto sorprendente: è come se la mente riuscisse a triplicare la capacità di pensiero. Quando condivido le decisioni, sento la mia intelligenza espandersi, come se le sinapsi si risvegliassero dal torpore. Se mi chiedi cosa mi...

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