Il legislatore ha inteso, nel tempo, allentare tali vincoli, ampliando via via la platea dei soggetti che possono accedere alla misura. Il limite di età dei beneficiari è ora di 55 anni compiuti, che ben si presta a offrire l’opportunità di reinventarsi a chi ha già avuto precedenti esperienze lavorative, con l’unica prescrizione di non essere già titolare di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21.06.2017. Per i professionisti è sufficiente che non risultino titolari di partita Iva nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per un’attività analoga a quella proposta.
Dal punto di vista geografico, come si intuisce dal nome, la misura nasce come incentivo per le aree del Mezzogiorno, ma con successivi interventi normativi si è allargato il suo raggio d’azione, prima introducendo l’estensione “Resto Qui” per le iniziative da avviare nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria). Poi, con il recente art. 13 L. 156/2021 (legge di conversione con modificazioni del D.L. 10.09.2021, n. 121), si sono incluse anche le isole minori marine, lagunari e lacustri del Centro-Nord.
Con la stessa legge si è apportato anche il cambiamento di maggior significato, sfondando una barriera che aveva fortemente limitato la misura: l’esclusione del commercio dalle attività ammissibili. Oggi questo limite non esiste più e restano escluse dagli aiuti le sole attività agricole.
La misura consiste in un duplice aiuto che ha la forma del contributo a fondo perduto (50%) e del finanziamento agevolato (per il restante 50%), a copertura fino al 100% delle spese ammissibili, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da 4 o più soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro. Il finanziamento è garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI e gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.
A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:
- 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale;
- fino a un massimo di 40.000 euro per le società con 4 o più soci.
Le spese finanziabili sono:
- ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili;
- acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi; di programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
- spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative).
