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Gestione d'impresa 26 Novembre 2018

La nuova stagione del commercialista


Gli studi professionali negli ultimi decenni hanno accompagnato e plasmato la storia economica nazionale. Nel periodo antecedente la crisi, gli studi hanno vissuto gli anni d'oro della professione, caratterizzati - per farvi venire un po' di nostalgia - dai cesti di Natale come segno di riconoscimento. Questi erano il più lampante esempio di un rapporto a valore con il cliente che, oltre a parcelle ben più sostanziose della media attuale, si sentiva di gratificare l'impegno e il sostegno del consulente sia a parole che con riconoscimenti materiali. L'anima del rapporto si sostanziava nel professionista che rappresentava, come mi raccontava un ragioniere in Brianza, il “confessore” dell'imprenditore, e non come oggi, spesso vista come un costo necessario per espletare una burocrazia mal capita e mal digerita. Infatti, con l'avvento della crisi la bonanza è terminata e gli studi hanno iniziato a lamentare un calo delle marginalità dovuto all'inasprimento delle condizioni di mercato: insoluti, richieste di sconto, concorrenza attiva e sempre più adempimenti. Quest'ultimi non solo hanno aumentato i costi, con le difficoltà che conoscete nel ribaltarli sul cliente, ma in modo più grave hanno tolto tempo e concentrazione all'attività di consulenza, relegando il professionista alla scrivania e trasformandolo da supporto strategico a “costo necessario”. Incapaci di...

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