“L’UE cambierà più con la guerra che con la pandemia” è il titolo emblematico scelto dal Presidente francese per il suo intervento di pochi giorni fa alla reggia di Versailles, dove Emmanuel Macron ha incontrato i leader dei Ventisette, compreso Mario Draghi. L’intesa, perlomeno politica, sulla condivisione della strategia in materia di energia e difesa, si inserisce nell’ambito del conflitto Ucraina-Russia alle porte dell’Europa, che rischia di avere ripercussioni pesanti dal punto di vista economico e della sicurezza.
La crisi militare ha di certo rimescolato le carte sul tavolo di un’Europa in cui i primi effetti positivi del Recovery Fund, declinato nei vari Piani nazionali (l’Italia ha fatto registrare un aumento del PIL del 6,5% nel 2021 sul 2020), erano già attenuati dal rincaro delle materie prime iniziato nell’ultima parte del 2021, e che stava rallentando la ripresa.
Uno scenario come quello a cui stiamo assistendo, oltre naturalmente alle gravissime conseguenze umanitarie di cui è foriero, aggrava la situazione economica sotto molti punti di vista, sia in termini di approvvigionamento delle materie prime sia dal punto di vista degli scambi commerciali con la Russia, e impone scelte condivise a livello europeo. Macron, che al momento ha la Presidenza di turno dell’UE, ha già delineato una specie di cronoprogramma: a marzo il consiglio europeo discuterà in primis di energia, a maggio potrà essere convocato un nuovo summit straordinario. I pilastri del piano illustrato ai Ventisette sono: rafforzare le capacità di difesa, ridurre la dipendenza economica ed energetica.
Il Piano trova il favore della Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che sta mettendo a punto, entro il vertice di marzo, azioni di breve periodo quali il tetto ai prezzi dell’energia e stoccaggi comuni, ed entro il vertice di maggio, obiettivi di lungo periodo come la conquista dell’indipendenza energetica da Mosca entro il 2027. E insieme si parlerà anche della possibilità di una difesa comune.
Se dal punto di vista ideologico e politico una linea comune è stata raggiunta, sul tema degli strumenti c’è ancora una certa distanza tra i leader: c’è chi propende per la creazione di un Fondo nuovo per affrontare questa emergenza e chi vorrebbe attingere dalla dotazione del vecchio Recovery per affrontare le nuove sfide.
E mentre in Francia si discute del futuro della UE e delle nuove sanzioni, il Presidente americano Biden annuncia la volontà di tagliare fuori la Russia da ogni scambio commerciale. Una risposta alla pioggia di bombe che ogni giorno si riversano sull’Ucraina.
