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Gestione d'impresa 05 Settembre 2023

La relazione MASE sulla situazione energetica nazionale del 2022

Per le famiglie una diminuzione dei consumi (-2,7%) per fronteggiare un aumento di spesa che sfiora il 50%. Istituito l'Osservatorio nazionale della povertà energetica.

Durante il 2022, il settore energetico italiano ha subito gli impatti della crisi globale causata dalla situazione in Ucraina. Ciò si è tradotto in una riduzione del 4,5% nella richiesta primaria di energia, che si è attestata a 149.175 migliaia di tonnellate equivalenti di petrolio (ktep), rispetto al fabbisogno dell'anno precedente, pari a 156.179 ktep. La composizione della disponibilità energetica lorda per il 2022 è stata la seguente: il 37,6% è derivato dal gas naturale, il 35,7% dal petrolio e dai suoi derivati, il 18,5% dalle fonti rinnovabili, il 5% dai combustibili solidi, il 2,5% dall'energia elettrica e lo 0,8% dai rifiuti. Rispetto al 2021, la quota di importazioni nette in rapporto alla disponibilità energetica lorda è aumentata dal 73,5% al 79,7% nel 2022, confermando la dipendenza dell'Italia dalle fonti di approvvigionamento estero. In particolare, si è registrato un incremento nelle importazioni di petrolio e prodotti petroliferi (+4.731 ktep, +10,5%) e di combustibili solidi (+2.235 ktep, +41,6%), mentre le importazioni di gas naturale sono diminuite (-2.847 ktep, -4,9%). Per quanto riguarda la produzione interna, nel 2022 è stata osservata una diminuzione di 2.923 ktep, equivalente all'8,0% della produzione dell'anno precedente. Questo calo è principalmente attribuibile alla contrazione della generazione di energia proveniente da fonti rinnovabili (-2.140...

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