Economia 29 Luglio 2020

La riconquista della “normalità” perduta

Dopo la chiusura forzata disposta per fronteggiare l'emergenza Covid-19, si dovrà agire sulla necessità di relazione delle persone per spingerle a un riavvio dei consumi.

Non è solo questione di consumi. E non si tratta solo di incentivare la spesa delle famiglie e di promuovere il ciclo della ripresa attraverso il meccanismo della domanda. Tutto è interconnesso e l’azione di rilancio deve essere multidimensionale: circondare il nemico con un’azione a tenaglia. Eh sì, chi ha voglia di consumare in solitudine? Come si fa a convincere le persone a riprendere le abitudini relazionali del ristorante in compagnia, delle cene tra amici, delle vacanze di gruppo, del comprare vestiti per farsi vedere dagli altri? Consumo e relazione sono due cose inscindibili, ma se può esistere la relazione senza consumo è difficile pensare al consumo senza relazione. A meno che non si tratti di una mera questione di sopravvivenza, del mangiare per sostentarsi o del vestirsi per non dare scandalo. La crisi Covid-19 è stata, è ancora e sarà grave, proprio perché non ha in realtà colpito direttamente i consumi, ma ha interessato direttamente l’elemento che consente ai consumi di esistere, di svilupparsi, di cambiare nella moda, di rinnovarsi a ogni stagione. Non è il bisogno in sé, ma è la relazione che fa esistere i consumi, li alimenta, li provoca e li interrompe. E sono i consumi che facilitano le situazioni relazionali: una serata che inizia in un ristorante, con la persona amata o magari con un regalo. E con le famiglie, i bambini, la gita domenicale, il...

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