L’Irpef è un’imposta personale, diretta e progressiva, costituente la fonte maggiore di entrate pubbliche del nostro Paese (genera 192 miliardi di gettito fiscale, l’11 % del PIL e il 40% del gettito tributario complessivo). Nel sistema tributario italiano, poiché il lavoro (compresi i contributi sociali) viene tassato maggiormente rispetto al capitale e ai consumi, la preminenza del peso della tassazione sui fattori produttivi rappresenta un grande problema in termini di riduzione sia di crescita economica che di occupazione. Inoltre, i redditi da lavoro, come quota del PIL, sono in riduzione ovunque nel mondo sviluppato e non va dimenticato che le nuove tecnologie, comportando maggiore mobilità internazionale, renderanno più difficile la tassazione degli alti redditi da lavoro. Un sistema fortemente sbilanciato sulla tassazione del lavoro, dunque, rischia di non produrre in futuro un gettito fiscale sufficiente per finanziare la spesa pubblica e pagare il debito del Paese.
Un altro problema rilevante è rappresentato dall’evasione dell’Irpef, calcolata in circa 38 miliardi di euro, di cui il 90% deriva dall’evasione dei redditi da lavoro autonomo e piccola impresa. Di conseguenza, l’Irpef è essenzialmente un’imposta solo sui redditi da lavoro dipendente e assimilati (pensioni), costituenti infatti circa l’84% della base imponibile del gettito fiscale. Di tale aspetto va tenuto conto quando si parla di progressività dell’imposta in oggetto: di fatto è una progressività interna ai redditi da lavoro dipendente dove il gettito si concentra fortemente su scaglioni più alti.
Nel complesso, l’Irpef attuale è un tributo che presenta i seguenti difetti:
- molto complesso e poco trasparente (54 parametri diversi, 340 pagine per il Modello Redditi persone fisiche);
- raggiunge solo in parte i suoi obiettivi redistributivi, in quanto molti redditi sono sottratti dall’imposizione progressiva, di diritto o di fatto (evasione) e rimane il problema degli incapienti;
- discrimina pesantemente i redditi da lavoro e introduce effetti distorsivi alla partecipazione e all’offerta di lavoro;
- incapacità prospettica di garantire il gettito per la tendenziale riduzione della sua base imponibile principale.
- ampliare la base imponibile Irpef, semplificandola e riducendo l’evasione fiscale;
- ridurre e rendere più razionale il sistema aliquote Irpef;
- compensare la perdita di gettito da Irpef con Iva e tasse ambientali;
- intervenire anche su altre imposte (addizionali locali, Irap, imposte societarie) con lo stesso obiettivo.
