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Imposte e tasse 29 Aprile 2022

La rinuncia al trattamento di fine mandato va tassata

Va operato un recupero dell’Irpef sul trattamento di fine mandato, accantonato dalla società, benché il socio-amministratore beneficiario abbia rinunciato all’incasso della indennità dovuta.

L’Ufficio non viola il principio della capacità contributiva se recupera l’Irpef computata sul trattamento di fine mandato, accantonato dalla società a favore del socio, anche se questi vi rinuncia, poiché il credito, nonostante non materialmente incassato, viene comunque utilizzato, sia pure con atto di disposizione. Una simile “rinuncia”, da un lato, costituisce un incasso in senso giuridico e, dall’altro, arricchisce il socio stesso sotto forma di aumento del valore della partecipazione sociale. A tale conclusione risulta essere pervenuta la Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza 14.04.2022, n. 12222. La vicenda trae spunto da un’attività di recupero impositivo, ai fini Irpef, nei confronti di un contribuente. L’origine di tale recupero era stata originata dalla rinuncia di questi al trattamento di fine mandato accantonato in suo favore, quale amministratore, in annualità pregresse. Il contribuente ricorreva in giudizio, sostenendo che la capacità contributiva che legittimamente può essere colpita, deve essere concreta e non meramente astratta e virtuale, come si era verificato nel caso di rinuncia al trattamento di fine mandato, consistente in somme accantonate dalla società ma non concretamente incassate, “per rinuncia”, da parte del socio-amministratore beneficiario. Il nodo della questione prospettata verte essenzialmente sulla desunta...

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