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Imposte e tasse 15 Settembre 2023

La scivolosa documentazione dei rimborsi spesa

Quando le contestazioni erariali dipendono esclusivamente dalla superficialità del contribuente: la casistica ricorrente dei rimborsi spese.

Si è sempre pronti alla critica della rigidità degli organi ispettivi, soprattutto nel caso di controlli che comportano poi il recupero di imposte e l’irrogazione delle sanzioni, ma non ci si interroga mai fino in fondo sull'effettiva responsabilità e sulla superficialità di alcuni contribuenti, rispetto al corretto adempimento di obblighi documentali basilari che, qualora correttamente ottemperati, potrebbero sicuramente condurre le verifiche ispettive verso esiti non sempre diretti alla rilevazione di violazioni. La correttezza e la completezza degli obblighi documentali rappresenta un aspetto primario da tenere in considerazione. Sul tema, offre un interessante spunto di riflessione la Cassazione con l’ordinanza n. 15731/2023 che ha affermato il principio di diritto secondo cui, ai fini reddituali, il rimborso delle spese di trasferta ai sensi dell’art. 51, c. 5 del Tuir, può essere analitico, se ancorato agli esborsi per vitto, alloggio e viaggio effettivamente sostenuti e adeguatamente documentati dal dipendente, o può essere forfetario, se operato attraverso il riconoscimento di una provvista di denaro per sostenere le spese di vitto e alloggio. Da tale impostazione scaturiscono 2 differenti conseguenze: il rimborso analitico non determina alcuna tassazione in capo al dipendente; il rimborso forfetario, invece, comporta che l'importo in esubero rispetto al limite massimo previsto dal citato...

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