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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 17 Agosto 2026

La solitudine del manager in vacanza

Chi siamo, perché siamo qui, come cambieremo al nostro rientro: 3 domande per chi ha smarrito il confine tra il lavoro e sé stesso.

Brutto segno, se pianifichiamo le priorità del rientro con lo sguardo perso nel nulla in riva al mare. Ancora più brutto se ci ritroviamo a controllare le notifiche sul telefono mentre siamo al ristorante con la famiglia. Significa che abbiamo smarrito il confine tra chi siamo e il lavoro che facciamo. Eppure, per molti manager e dirigenti, l'inizio delle ferie non coincide con il sollievo atteso, bensì con un senso di inquietudine. Non si vuole perdere il controllo. Le ferie vengono pianificate con la stessa logica applicata al lavoro. Le giornate sono ottimizzate. Le esperienze sono programmate. Si fanno ricerche sui ristoranti. L'esercizio fisico deve produrre risultati misurabili e ogni destinazione ha una lista di cose da vedere assolutamente.In un tale stato d’animo, anche il riposo diventa un obiettivo da raggiungere. È frequente che i manager giustifichino questo comportamento richiamando le esigenze del ruolo. Sebbene tali esigenze possano essere reali, solo rare volte costituiscono l'unica spiegazione: perfezionismo, timore di essere sostituiti e bisogno di sentirsi indispensabili sono fattori che mantengono una persona inchiodata al lavoro ben oltre quanto richiesto dalle circostanze reali. La risposta tipica del manager consiste nell'imporsi una disintossicazione digitale forzata, una pausa benessere organizzata nei minimi dettagli, una routine di rilassamento pianificata con rigore lavorativo, con l’effetto involontario di replicare in altri modi lo...

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