La sottile gestione dei costi dello studio è un'arte che elude l'osservatore superficiale. Infatti, le voci di costo non sono significativamente comprimibili. La principale è il costo del personale, per sua natura piuttosto statica, o meglio, aumenta nel tempo. In ordine troviamo poi l'affitto dei muri o un equivalente figurativo, i canoni, le utenze e il resto dei costi. Purtroppo, per esperienza il valore assoluto dei costi non è significativamente comprimibile. Anzi, facciamo attenzione perché spesso esiste un trade-off tra la qualità del lavoro svolto e il costo delle risorse: persone e attrezzature di qualità costano. Tuttavia, con la fatturazione elettronica e più in generale con la tendenza al ribasso dei prezzi dell'attività tradizionale, dobbiamo trovare la chiave per la redditività dello studio. Non farlo significa perdere competitività e potenzialmente l'insostenibilità prospettica dell'attività. Con i prezzi largamente determinati dal mercato, lo studio deve imparare a ritagliare il margine dal contenimento dei costi e dobbiamo capire come.
Per fortuna esistono due sfaccettature del costo che possono essere ottimizzate e che spesso nascondono ampi spazi di recupero.
La prima, nasce da una considerazione: non tutte le ore lavorate in studio (tolte ferie e malattie) vanno ai clienti. Infatti una quota è impiegata per attività che vengono...