Gli oneri sostenuti dall’impresa per l’utilizzo di autoveicoli possono fruire di forme differenti di deduzione: totale o parziale. In genere queste tipologie di costi sono rappresentate da spese per l’impiego ordinario, spese di manutenzione e riparazione, sostituzione pneumatici, quote di ammortamento, canoni di leasing o noleggio, parcheggi e pedaggi autostradali, ecc. Si tratta di una serie di costi che sovente costituiscono oggetto di controllo e contestazione dell’Amministrazione Finanziaria e rispetto alle quali è opportuno dedicare un po’ di attenzione, soprattutto per ciò che concerne la corretta e completa documentazione delle spese che hanno a oggetto oneri manutentivi, spesso attestantesi anche su dei valori piuttosto elevati.
Le contestazioni sui costi di manutenzione automezzi scaturiscono di norma dalla constatazione del difetto di inerenza di una determinata spesa che, benché sostenuta dall’impresa, potrebbe non risultare sufficientemente documentata. La mancanza di oggettivi riscontri in tal senso, che permettano di ricondurre il costo all’impresa, comporta come diretta e inevitabile conseguenza la contestazione relativa al disconoscimento dei costi sostenuti.
Interessante a tal proposito risulta un recente intervento della Cassazione (Cass. Civ. Sez. V, ord. 30.03.2023, n. 9052). Nel caso esaminato, le contestazioni erariali vertevano appunto sul recupero a tassazione di costi di manutenzione...