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Revisione 21 Giugno 2023

La valutazione degli errori di revisione da parte del revisore

Il revisore, completate le procedure di risposta ai rischi di revisione identificati, deve concludere nella formazione del proprio giudizio se sia stata acquisita una ragionevole sicurezza che il bilancio non contenga errori significativi.

Ai fini della revisione, l'errore è definito come "una differenza tra l'importo, la classificazione, la presentazione o l'informativa di una voce iscritta in un prospetto di bilancio e l'importo, la classificazione, la presentazione o l'informativa richiesti per tale voce affinché sia conforme al quadro normativo sull'informazione finanziaria applicabile". Si individuano 3 categorie di errori: errori oggettivi: sono quegli errori sui quali non esistono dubbi; errori soggettivi: sono quelli dovuti a stime contabili che il revisore considera irragionevoli; errori proiettati: sono la migliore stima degli errori nelle popolazioni, che implica la proiezione degli errori identificati nei campioni di revisione alle intere popolazioni da cui i campioni sono stati tratti. Il revisore può considerare alcuni errori come “errori chiaramente trascurabili”. L’errore chiaramente trascurabile è l’errore di importo talmente basso che non necessita di essere cumulato. Il revisore deve stabilire se gli errori non corretti, considerati singolarmente e nel loro aggregato, siano significativi. Nel valutare l’effetto della significatività degli errori riscontrati il revisore deve considerare 2 tipologie di fattori: i fattori quantitativi, i quali vengono valutati con riferimento alla significatività complessiva e/o operativa calcolata per lo svolgimento delle procedure...

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