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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 29 Ottobre 2026

La vita come piano industriale

Piccoli tentativi per grandi risultati. Perché conviene adottare le prospettive di un investitore e non quelle di un costruttore di budget. Nelle scelte esistenziali l’esplorazione conta più della pianificazione e il fallimento diventa informazione.

Siamo cresciuti nell’idea che la nostra esistenza abbia numerosi punti di contatto con un business plan: fissare obiettivi, misurare i risultati, correggere gli scostamenti. Funziona abbastanza bene per acquistare una casa, ma le prospettive sono differenti quando l’oggetto dell’investimento siamo noi stessi. La difficoltà nasce dal fatto che il valore economico e il valore della vita obbediscono a logiche diverse. Un’impresa può ottimizzare processi e margini; noi ci dobbiamo confrontare con desideri mutevoli, incontri imprevedibili, crisi, intuizioni e occasioni che nessun foglio Excel è in grado di prevedere.   Quante volte abbiamo sentito parlare della vita adulta come un esercizio di pianificazione? Si immagina un traguardo, si stabiliscono le tappe intermedie e ci si misura sulla distanza che ci separa dall’obiettivo. È una visione rassicurante perché suggerisce che il futuro possa essere progettato. Ma gran parte delle decisioni importanti non appartiene al regno della pianificazione. Appartiene al regno della scoperta.Nessuno sa davvero in anticipo quale tipo di lavoro lo farà sentire utile, quale città diventerà la sua, quale relazione resisterà al tempo, quale progetto meriterà anni di impegno. In questi casi il problema non è scegliere tra alternative note: è che le alternative sono sconosciute persino a chi deve sceglierle. La cultura...

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