I nuovi vincoli che deriveranno dal necessario taglio delle emissioni devono essere valutati anche in rapporto alle possibilità di cattura della CO2 nei suoli e da parte delle foreste.
Nella proposta di regolamento sull’uso dei suoli, l’agricoltura e le foreste (Lulucf), l’obiettivo indicato dalla Commissione è che l’assorbimento netto di carbonio a livello UE nel 2030 arrivi a essere pari a 310 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, circa il 15% in più rispetto agli assorbimenti attuali (268 milioni di tonnellate).
Per sostenere questa trasformazione, il contributo maggiore dovrebbe venire dai fondi della Pac, in particolare i nuovi ecoschemi e i piani strategici nazionali. Il regolamento Lulucf presenta uno schema riassuntivo di quelli di tutti i Paesi membri.
Secondo le raccomandazioni già inviate da Bruxelles, nel suo piano l’Italia dovrà aumentare la sostenibilità della produzione, mitigando al contempo i cambiamenti climatici e riducendo le emissioni di gas a effetto serra e di inquinanti atmosferici, attraverso un’adeguata combinazione di interventi e obblighi volontari come il sostegno a pratiche che portino a un uso più efficiente dei fattori di produzione, in particolare sfruttando i seguenti metodi:
- agricoltura del carbonio;
- agricoltura di precisione;
- metodi a basso input;
- strategie di alimentazione a basse emissioni;
- migliorare la gestione dei reflui zootecnici;
- aumentare l’uso di energia da fonti rinnovabili;
- migliorare la gestione dei residui agricoli, delle aree prative e forestali e loro valorizzazione per l’assorbimento di carbonio.
La Commissione sta lavorando anche a un sostegno complementare non ancora noto. L’iniziativa Carbon Farming e la nascita di schemi di certificazione della rimozione della CO2 da parte degli agricoltori sono attese prima della fine dell’anno e dovrebbero creare nuovi modelli di business, premiando gli agricoltori e i silvicoltori che adottano pratiche più rispettose del clima. Certi risultati, però, dovrebbero essere misurati.
