Il biennio 2021-2022 garantirà all'Italia maggiori risorse finanziarie per un importo di 1,7 miliardi di Euro: un risultato significativo conseguito a Bruxelles in questi mesi contraddistinti dall'emergenza sanitaria, grazie all'approvazione del Next Generation UE (Ngeu), l'articolato programma a sostegno all'economia dei 27 Paesi membri, che tra gli interventi prevede lo strumento per la ripresa relativa allo sviluppo rurale, grazie al quale si stanziano 8 miliardi per il biennio 2021-2022, di cui 925 milioni destinati all'Italia.
L'Unione Europea ha colto la necessità di concentrare l'impegno finanziario per lo sviluppo rurale nei primi anni del periodo di programmazione. In quest'ottica, la dotazione finanziaria non è stata suddivisa in 7 quote omogenee, come solitamente accade, ma si è deciso di effettuare una distribuzione asimmetrica, con una concentrazione delle risorse nel 2021 e 2022, rispetto agli anni successivi.
Inoltre, va considerato anche il Piano nazionale per la ripresa e la resilienza, che porterebbe al settore agricolo una spesa supplementare di 35 miliardi di Euro nei prossimi anni per operazioni quali la diffusione della banda larga, gli interventi infrastrutturali irrigui, i progetti di filiera, non senza dimenticare i fondi nazionali e regionali.
Questo movimento rappresenta una sfida importante: da un lato gli agricoltori saranno chiamati, dai prossimi mesi, a partecipare a nuovi bandi per le diverse misure dei PSR regionali; dall'altro lato il sistema amministrativo regionale e gli organismi pagatori attivi in Italia dovranno essere più attenti e responsabili nel programmare in modo calibrato i nuovi interventi e gestirne l'attuazione, attraverso bandi, istruttorie, controlli, erogazione dei contributi.
In sostanza gli agricoltori e gli altri beneficiari degli interventi della politica di sviluppo rurale possono nutrire più favorevoli aspettative dopo le scelte politiche dell'Unione Europea.
