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Gestione d'impresa 06 Maggio 2020

L'agriturismo ai tempi del Covid-19

L'epidemia rischia di portare l'azienda a una perdita media di fatturato di 50.000 euro. Maggior spazio, dunque, alla vendita diretta e al commercio online.

Il comparto delle attività connesse è per l'agricoltura italiana un settore di fondamentale importanza: vale infatti (dati Eurostat 2019) 9,8 miliardi di euro, pari al 17% dell'intero settore agricolo (56,6 miliardi). Come sappiamo, la produzione agricola primaria non è stata formalmente interrotta ma, con la limitazione degli spostamenti delle persone (cosiddetto lockdown), si è posto il problema della disponibilità di manodopera, soprattutto nel settore delle attività agricole connesse, molte delle quali (servizi agrituristici, didattici e sociali, vendita diretta dei prodotti propri) prevedono la presenza in azienda del fruitore. È del tutto evidente che per ciascuna delle quasi 24.000 aziende agrituristiche si profila nel 2020, a meno di un netto, rapido ridimensionamento dell'epidemia che attualmente non si vede, una perdita media di fatturato nell'ordine di almeno 50.000 euro. Quali iniziative intraprendere per provare ad arginare la paventata probabilità di riduzione di fatturato? La vendita diretta coniugata al commercio online può rappresentare un'importante opportunità anche per il dopo epidemia sia perché i prodotti possono essere immessi nei normali canali commerciali, pur rinunciando a parte dell'utile per compensare l'intermediazione, sia perché si possono ricevere gli ordini "a distanza" e provvedere poi alla consegna a domicilio. In questa...

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