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Imposte e tasse 07 Novembre 2019

L'algoritmo di controllo dei conti correnti

Verso una soluzione i rilievi sulla privacy. Stanziamento di € 83 milioni per gestire lo strumento che, nelle stime del Mef, porterà € 100 milioni solo nel primo anno di operatività.

Il Governo prevede lo stanziamento di € 83 milioni per l'algoritmo di controllo dei conti correnti che sarà in grado di fornire, secondo i tecnici del Mef, un recupero dall’evasione di circa € 100 milioni solo nel suo primo anno di utilizzo. L'adozione di un codice identificativo che rende anonimo il contribuente, consentirà probabilmente di superare i rilievi del Garante della privacy, essendo vietata per legge la profilazione anticipata dei dati. L'algoritmo, previsto dalla nuova legge di Bilancio 2020 con il decreto collegata, assegnerebbe a ogni contribuente un codice identificativo con cui eseguire il confronto tra i dati associati allo stesso codice, senza conoscere a priori i dati personali del contribuente. L'algoritmo incrocia i dati relativi a: fatture e pagamenti; redditi; consumi; conti correnti e depositi in genere. Le norme poste a tutela della privacy possono essere superate solo con la certezza che sia stato commesso un illecito: a quel punto la privacy cade, consentendo di associare al codice il nominativo del contribuente. Quando si rileva un’incongruità e quindi un illecito, il Fisco assocerà il codice identificativo al codice fiscale per arrivare all'identità del contribuente. In questo modo, nei confronti dei soggetti identificati potrà scattare la richiesta di chiarimenti e giustificazioni preliminari all’accertamento dei redditi.

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