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IVA 14 Luglio 2026

L'Aperit-Iva diventa evento: somministrazione o intrattenimento?

Da bar cittadino a chiosco balneare: le insidie fiscali. Dalla divisione dell'Iva sui pacchetti misti ai DJ set. Rassegna delle recenti sentenze e circolari per non sbagliare, tra interpello n. 43/2025 e l'obbligo di chiusura del telematico.

Trattamento Iva sui pacchetti misti - Nel classico bar cittadino, la vendita dell'aperitivo segue lo schema consolidato della somministrazione di alimenti e bevande, assoggettata all'aliquota Iva ridotta al 10%. Trasferendosi nelle strutture balneari e nei chioschi estivi, tuttavia, l'aperitivo viene spesso inglobato in pacchetti promozionali, come la classica "Formula Tramonto: 2 lettini, ombrellone e 2 drink". È esattamente qui che sorge un delicato conflitto tributario: il noleggio delle attrezzature da spiaggia costituisce una prestazione di servizi che sconta l'Iva ordinaria al 22%, mentre la componente beverage rientra nel 10%. L'errore più comune, e fatalmente sanzionato durante i controlli estivi, è considerare il drink come un mero elemento "accessorio" alla spiaggia, applicando un'aliquota unica e violando palesemente la normativa.Corretta ripartizione dei corrispettivi - Affinché una prestazione possa considerarsi fiscalmente "accessoria", non deve costituire un fine a sé stante per la clientela, ma solo un mezzo per fruire al meglio del servizio principale. L'aperitivo non è mai puramente accessorio, poiché mantiene una propria assoluta autonomia economica per il consumatore. Pertanto, in caso di vendita forfetaria a pacchetto, il gestore ha l'obbligo di ripartire il corrispettivo totale in base al criterio del "valore normale" dei singoli servizi. A livello operativo, questo significa che il Registratore Telematico dovrà essere configurato per battere...

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