Economia 26 Marzo 2019

L'arte di sapersi vendere nel mondo


C’è un settore dell’economia mondiale che sembra non mostrare alcun sintomo di crisi e godere invece buona salute ogni anno di più. Lo chiamiamo in senso stretto turismo ma si tratta, in generale, di mille forme di esperienze di mobilità sostenute da un’infinita serie di ragioni. Chi ha cultura e storia da vendere punta su quelle, chi ha spiagge o montagne punta sul sole e sullo sci, chi ha bellezze naturali inventa il turismo esperienziale, chi ha poco da offrire punta su convegni e vita notturna. Tutti i Paesi, comunque, si muovono in quella direzione, facilitati dallo sviluppo impetuoso dei vettori di trasporto, dai costi accessibili, dalla moltiplicazione delle varie forme di ospitalità che facilitano un’offerta diffusa che coinvolge anche le abitazioni private. E spinti anche dall’imponente giro di soldi che il turismo mette in moto. Poi ci sono portali specializzati sul web che ti guidano e inseguono nelle scelte: una volta hai prenotato un albergo a Londra, ed ecco che sei bombardato di offerte per Las Vegas o Timbuctù. All’Italia in questi anni non è andata male. Si viaggia su incrementi annui attorno al 5%, sia negli arrivi, sia nei pernottamenti. Nel 2018 gli arrivi sono stati 122 milioni, mentre le presenze 427 milioni. All’ultimo BIT gli operatori erano ottimisti e concordi nel mantenere il trend di crescita positivo. C’è chi indica nel turismo l’oro nero...

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