Mai dare nulla per scontato. E se questa è la regola a base del c.d. scetticismo professionale, ora più che mai occorre tenere alta la guardia sulla continua evoluzione normativa che impatta su procedure sempre più informatizzate.
In un mondo in continua evoluzione, sollecitato ulteriormente dal periodo di blocco forzato, il digitale viene in aiuto per risolvere problemi operativi dei quali non si era magari sentita la necessità o quantomeno se ne rimandava la risoluzione. Le grandi imprese conoscono bene l'importanza di efficienti procedure interne per monitorare i flussi operativi, decisionali e comunicativi e per questo hanno adottato costosi sistemi informativo/gestionali ben noti ai più. Ma il tecnicismo indotto non deve sovrapporsi al dettato normativo e in questo contesto il revisore non deve tralasciare alcun dettaglio.
Oggi più che mai occorre riprendere in mano le vecchie schede di lavoro e rivedere le modifiche apportate alle procedure interne aziendali, effettuare interviste e verificare se, a un anno dall'avvio dell'obbligo generalizzato di fattura elettronica, tutti gli addetti ai lavori abbiano ben appreso come comportarsi, per esempio, in caso di scarto o rifiuto di una fattura da parte di un cliente Pubblica Amministrazione e non solo. Il rispetto dei termini di riemissione, la sincronizzazione mancata tra il sistema gestionale e quello di trasmissione delle fatture (che potrebbe generare discrasie documentali tra la fattura di origine e quella effettivamente trasmessa) sono probabilità non così remote. Ma anche le nuove specifiche tecniche che entreranno obbligatoriamente in vigore dal prossimo 1.01.2021 necessitano di una fase di...