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Agricoltura ed economia verde 25 Luglio 2026

Lavorazioni carni avicole ai fini delle attività connesse

La risposta n. 151/2026 chiarisce i presupposti per applicare l'art. 32 TUIR, distinguendo i casi in cui si applica invece il reddito d’impresa forfetario ex art. 56-bis.

La risposta ad interpello n. 151/2026 pubblicata il 23.07.2026 affronta il caso di una società agricola che alleva volatili e produce elaborati crudi pronti da cuocere, in cui la carne avicola è l’ingrediente principale. In parte minoritaria vengono acquistati capi vivi da terzi, macellati in azienda; vengono inoltre utilizzati ingredienti accessori (formaggi, salumi, aromi) anch’essi acquistati. L’istante chiede se tali prodotti possano essere qualificati come derivanti da attività agricola connessa ai sensi dell’art. 2135 c.c. e, quindi, assoggettati a tassazione catastale (reddito dominicale e agrario) ai sensi dell’art. 32 TUIR, in luogo del reddito d’impresa. L’Agenzia richiama innanzitutto l’art. 2135 c.c., che considera connesse le attività di manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente dall’allevamento del medesimo imprenditore agricolo. Sulla base della circolare 44/E/2002, sono richiesti: 1) un requisito soggettivo: il soggetto che svolge l’attività connessa deve essere lo stesso imprenditore agricolo; 2) un requisito oggettivo: i prodotti oggetto dell’attività devono provenire prevalentemente dall’attività agricola principale. Con la circolare 44/E/2004 è stato inoltre chiarito che nel reddito agrario rientrano anche le attività connesse che utilizzano, entro certi limiti, prodotti acquistati da terzi, sia per migliorare qualità e gamma dei prodotti, sia...

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