In questi giorni di necessaria e ovvia frenesia legislativa occorre che Governo e soprattutto organizzazioni imprenditoriali e ordini professionali individuino correttamente gli strumenti di cui necessitano tutte le aziende italiane di qualunque comparto. Come più volte ribadito anche da queste pagine, un Paese che ambisce a mantenere il proprio posto tra i più industrializzati non può fare a meno di una legislazione e una cultura legislativa per le imprese. Ne è un chiaro esempio recente la bozza dei regolamenti dell’OCRI, più attenta alla remunerazione dei suoi componenti e a procurare introiti al comparto che gestisce l’istituto, che non al contenimento dei costi di una procedura che, così come è strutturata, verrà evitata come il coronavirus (per restare in tema) a favore di soluzioni tradizionali preventive (piano attestato, accordo di ristrutturazione dei debiti) che si presentano meno onerose e più sicure della composizione assistita della crisi.
Ne è un chiaro esempio la proroga al 15.02.2021 delle segnalazioni interne ed esterne che costituiscono il c.d. “sistema di allerta”; qualunque addetto ai lavori comprende che tale data, a cavallo tra la chiusura dell’esercizio 2020 e le assemblee di approvazione dei bilanci relativi, è quanto meno inopportuna per non dire inutile. Un’altra riflessione deve arrivare spontanea: che esercizio sarà per le...