Una delle modalità con cui un’impresa potrebbe affacciarsi sui mercati internazionali si concretizza con il trasporto e la spedizione di propri prodotti verso un territorio esterno al territorio UE. Nei processi di internazionalizzazione uno dei metodi per espandere l’attività economica esercitata oltre confine si tramuta nelle cosiddette cessioni all’esportazione. Tali operazioni hanno ovviamente riflessi per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto, come indica l'art. 8 del decreto Iva per le cessioni all’esportazione. Vengono enucleate 3 differenti tipi di cessioni all’esportazione:
cessioni dirette;
cessioni a esportatori non residenti;
cessioni triangolari.
Le esportazioni dirette rappresentano le cessioni all’esportazione per antonomasia. Queste cessioni avvengono attraverso la spedizione di beni all’estero, in Paesi localizzati in territorio doganale non europeo. Tra le esportazioni dirette vengono incluse anche le cessioni all’esportazione su incarico del cliente. Inoltre, tra le esportazioni dirette rientrano anche quelle che vengono poste in essere attraverso cessionari. Da notare che, allorquando richiesto dai cessionari, i beni oggetto di esportazione potrebbero subire ulteriori lavorazioni, trasformazioni e adattamenti ad opera di terzi o dello stesso esportatore. Tuttavia, anche qualora le lavorazioni aggiuntive fossero richieste da altri soggetti l’operazione sarebbe...