Il settore dell’agricoltura, tra i molti aspetti, è caratterizzato dalla presenza di diverse tipologie di lavoratore autonomo.
Al di là delle peculiarità insite nella subordinazione agricola, quindi, il professionista e/o operatore del settore è chiamato a conoscere le precipue caratteristiche di tutte le varie modalità di resa del lavoro in autonomia, al fine di adempiere correttamente al proprio ruolo.
Volendo procedere a un’elencazione, è possibile individuare le seguenti figure di tipo autonomo, sempre riconducibili alle attività individuate dall’art. 2135 c.c.:
coltivatore diretto;
imprenditore agricolo professionale, anche detto “Iap”;
familiari dell’imprenditore agricolo;
piccolo coltivatore diretto.
Il coltivatore diretto è colui che, ex artt. 1647 c.c. e 3 L. 9/1963, si dedica, con abitualità e prevalenza, per almeno 104 giorni lavorativi all’anno, alla coltivazione di un fondo agricolo o all’allevamento/custodia di bestiame; ai sensi di legge, la forza complessiva lavorativa del suo nucleo familiare non deve essere inferiore a un terzo di quella occorrente per la normale conduzione dell’azienda.
Lo “Iap”, ai sensi dell’art. 1 D.Lgs. 99/2004, è quell’imprenditore agricolo, in possesso di conoscenze e competenze professionali (ex art. 5 del regolamento CE n. 1257/1999 del Consiglio, del 7.05.1999)...