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Contabilità e bilancio 19 Luglio 2023

Le false comunicazioni sociali

Previste dall’art. 2621 c.c., le false comunicazioni sociali riguardano tutte quelle situazioni in cui nei bilanci si riportano dati non veritieri o si omettono informazioni rilevanti, tali da indurre altri in errore.

Anche il reato di false comunicazioni sociali rientra tra le fattispecie presupposto della responsabilità amministrativa da fatto illecito degli enti collettivi, come indicato nell’art. 25-ter D.Lgs. 231/2001, rubricato “reati societari”, che ne elenca complessivamente 17 diverse fattispecie. In merito, laddove l’ente ha adottato o intende adottare un Modello organizzativo 231, nella valutazione della potenziale esposizione ai rischi di reato è necessario considerare anche i possibili rischi di commissione reati societari che, è bene precisarlo, potrebbero costituire i prodromi del concretizzarsi di ulteriori illeciti, quali quelli tributari, anch’essi fattispecie presupposto. Focalizzare l’attenzione solo sulla potenziale esposizione a determinati rischi di reato, vedi ad esempio le violazioni in materia di salute/sicurezza sul lavoro o ambientale, trascurando di valutare i possibili rischi di altre aree, qualora l’illecito si verifichi in dette aree, il Modello organizzativo 231 potrebbe anche essere ritenuto inidoneo in sede giudiziaria. Tornando alle false comunicazioni sociali, emblematico è il caso approdato in Corte di Cassazione (sentenza n. 27970/2023) che ha rigettato il ricorso dell’amministratore di una società, condannato in primo grado per il reato di cui all’art. 2621 c.c., condanna poi confermata in sede di appello, per aver esposto nei bilanci “informazioni...

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