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Gestione d'impresa 04 Maggio 2020

Le vendite dell'imprenditore agricolo ai tempi del Covid-19

In questo periodo di emergenza rischia di crearsi confusione e incertezza in merito a quelle che possono essere le cessioni effettuate dagli imprenditori agricoli, date le varie restrizioni in vigore sia a livello nazionale che regionale.

Il cosiddetto “lockdown” e tutte le restrizioni che si porta appresso, siano esse di emanazione del Presidente del Consiglio dei Ministri o delle varie Regioni per il tramite di specifiche ordinanze, rischia di creare incertezze in merito alla possibilità di vendita per gli imprenditori agricoli. Innanzitutto, va specificato che sin dal primo D.P.C.M. 11.03.2020 all'ultimo 26.04.2020, è costantemente stato previsto che: “è sempre consentita l'attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna (...) di prodotti agricoli e alimentari” così come “restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie (...) le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agro-alimentare così come le filiere che forniscono beni e servizi”. Pertanto, considerati anche i codici Ateco delle attività consentite, vi rientrano quelle agricole principali di coltivazione, di allevamento di animali, oltre le lavorazioni svolte conto terzi e quelle attività funzionali alla continuità delle filiere agricole e zootecniche. Non rientrano invece nelle attività di cui sopra quelle di agriturismo, siano esse di somministrazione o di alloggio (tendenzialmente precluse su tutto il territorio, ad eccezione dell'ospitalità nei confronti di soggetti strettamente legati alla gestione dell'emergenza, per esempio il personale sanitario). Alla...

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