Leader positivi e benessere collettivo tra utopia e realtà
Il benessere aziendale in chiave sostenibile: il ruolo del leader positivo come azione concreta per la soddisfazione dei propri collaboratori e del miglioramento continuo.
Il tema della soddisfazione di collaboratori e dipendenti non è nuovo: negli anni 50’ Adriano Olivetti aveva già concepito un modello aziendale ispirato al benessere delle persone. Celebre la sua frase “io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica”. Eppure, questa concezione allora visionaria fatica ad affermarsi ancora oggi, in un mondo sopraffatto dalla corsa alla produttività e al contenimento dei costi, spesso senza investire nella sostenibilità del sistema economico ed industriale, nel senso più ampio del termine. Recenti studi (Forbes e HBR) affermano che avere collaboratori con un buon grado di soddisfazione del proprio lavoro possa contribuire ad un aumento fino al 31% in termini di produttività e fino al 37% sulle vendite, evidenziando tra il capitale umano livelli di creatività fino a 3 volte maggiori in termini di soluzioni ai problemi ed efficienza. Al contempo, grazie al benessere psico-fisico dei propri dipendenti, gli episodi di malattia si possono ridurre fino al 66% e il tasso di turnover aziendale (indice con cui si misura il ricambio del personale, ossia il rapporto tra neoassunti e dipendenti che lasciano l’azienda) si può ridurre della metà. Cosa comporta invece un dipendente insoddisfatto? Sempre secondo la Harvard Business Review, il costo di un dipendente infelice si stima in circa 16.000 euro all’anno tra il valore della mancata...