La bozza della legge di Bilancio, approvata il 18.10.2020 dal Consiglio dei Ministri, intende contrastare l'ondata di Covid-19 attraverso nuove misure per proteggere sia la salute dei cittadini, ma anche l'economia nazionale. Particolare attenzione è rivolta al Piano Transizione 4.0, che al suo interno prevede diversi crediti d'imposta. Vediamo le principali novità:
Credito d'imposta Beni strumentali - La bozza della legge di Bilancio 2021 prevede l'innalzamento dei massimali di spesa e la creazione di 3 diverse aliquote:
- 40% del costo per investimenti fino a 4 milioni di euro (ora 2,5 milioni);
- 20% del costo per gli investimenti tra i 4 e i 10 milioni di euro;
- 10% del costo, per gli investimenti tra i 10 e i 20 milioni di euro (ora esclusi).
Le novità riguardano anche i beni immateriali 4.0. Se la legge di Bilancio 2020 prevede un'aliquota del 15% del costo nel limite massimo di 700.000 euro, nel 2021 tale intensità d'aiuto potrebbe essere innalzata al 20% con un massimale di spesa a 1 milione di euro.
Per i beni materiali generici (non industria 4.0) è previsto un innalzamento dell'aliquota, che passerebbe dall'attuale 6% al 10%. I cambiamenti sembrano interessare non solo aliquote e massimali di spesa, ma anche le modalità di utilizzo dei crediti d'imposta. A oggi, i crediti possono essere utilizzati solo in compensazione in 5 quote annuali di pari importo, per i beni materiali 4.0 e per i beni generici. Le quote sono ridotte a 3 per i beni immateriali. il bonus è fruibile a partire dall'anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni o, in caso di beni 4.0 dall'anno successivo alla loro interconnessione. In base alle previsioni, nel 2021 il periodo di compensazione potrebbe ridursi e potrebbe essere introdotta l'opzione della cessione del credito.
Innovazione, ricerca e sviluppo - È previsto il rafforzamento del credito d'imposta ricerca, sviluppo e innovazione tramite l'innalzamento dell'aliquota. Attualmente, il bonus per le attività di ricerca e sviluppo è pari al 12% delle spese ammissibili, con un massimale di spesa di 3 milioni di euro. Nel 2021 si prevede l'innalzamento dell'aliquota al 20% e del tetto massimo di spesa a 5 milioni di euro. Per le attività di innovazione tecnologica che, in base alla normativa vigente hanno un'aliquota del 6%, si passerebbe al 10%. Particolarmente vantaggioso è anche l'incremento dell'aliquota per le attività di innovazione tecnologica destinate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati che passeranno dal 10% al 15% con un tetto massimo di spesa salito a 3 milioni di euro.
Formazione 4.0 - L'attuale disciplina prevede che, ai fini del calcolo del beneficio, il costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione 4.0 è rilevato limitatamente alle ore e giornate di formazione. Inoltre, per il personale dipendente “docente” o “tutor” è previsto un limite di spesa massimo del 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente. Nel 2021 sarebbe contemplata la possibilità di eliminare il tetto massimo del 30% e di ampliare le tipologie di spese ammissibili.
