Ci sono, a volte, alcune affermazioni che entrano nella convinzione comune come dati di fatto non contraddetti, che poi assumono il valore di verità assoluta. Tutti ne parlano come se fossero verità acquisite, anche quando non suffragate da dati concreti. E questo sembra succedere quotidianamente nei dibattiti televisivi, sui giornali, nelle interviste, nei comizi e nelle chiacchiere da bar.
Fenomeno di illusione collettiva, di fronte al quale sono nate agenzie con il compito di contrastare, con dati di fatto ma senza grande risultato, il proliferare interessato di leggende costruite ad hoc. Diversi sono i casi relativi ad affermazioni scientifiche o trend statistici che sembravano consolidati e che hanno condizionato la nostra vita e i nostri acquisti.
Il primo riguarda la Legge di Moore, da tutti condivisa, che stabiliva in due anni il tempo necessario per raddoppiare la potenza dei chip. Costruttori di PC, programmatori, tutto il mondo dell’informatica sapevano che ogni due anni si sarebbe verificata una piccola rivoluzione. Noi consumatori in fondo subivamo passivi, essendo costretti a constatare l’obsolescenza dei nostri sistemi, ad acquistare nuovi programmi, cambiando i cellulari e via dicendo. Era un dato talmente consolidato, che nessuno metteva in dubbio il suo valore di verità. Almeno fino ad ora.
Sembra, infatti, che ci sia un limite fisico al raddoppio della potenza dei chip di silicio, poiché in fondo anche gli elettroni...