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Revisione 19 Settembre 2022

L’impatto del digitale nelle procedure di revisione

Quando si parla di “digitale”, in senso lato, ci si riferisce a numerosi elementi e concetti legati a qualcosa di intangibile. Proprio per questo, l’applicazione necessita di una nuova particolare attenzione da parte del professionista.

L’obiettivo di questo breve articolo è quello di portare all’attenzione del lettore alcune peculiarità proprie dei documenti digitali che formano oramai oggetto di verifica da parte dei revisori legali e che impattano sulle modalità operative del proprio lavoro. Ad esempio, in merito alla tenuta e conservazione del lavoro di revisione (solitamente cartaceo), il principio ISA Italia 230 prevede la possibilità di formalizzare la documentazione di revisione anche su supporto digitale e prosegue: “La documentazione della revisione, tuttavia, non rappresenta un sostituto delle registrazioni contabili dell’impresa”. Questa affermazione lascia intendere che ci possa essere il rischio di disconoscimento del proprio archivio documentale se diverso da quanto reperito presso l’azienda revisionata. Situazione alquanto infelice (e remota?) e impossibile da verificarsi nel caso in cui tutta la documentazione contabile aziendale sia posta in conservazione a norma (art. 2215-bis c.c. - D.M. 17.06.2014 - Linee Guida AGID sulla Formazione, Gestione e Conservazione dei documenti informatici): la corretta tenuta in formato digitale, infatti, consente di attribuire alle scritture contabili quella “certezza” tale per cui qualsiasi copia è, nei fatti, un perfetto duplicato dell’originale informatico. In definitiva, la conservazione a norma (art. 20 CAD) garantisce i seguenti attributi a qualsiasi file...

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