L'impatto del nuovo presidente USA sul Fisco a stelle e strisce
Dopo la conclusione delle elezioni statunitensi, in molti si chiedono quale sviluppo possa assumere la fiscalità. Cerchiamo di scorgere qualche dettaglio utile anche per le aziende europee che volessero entrare nel mercato nordamericano.
Sono molte le manovre fiscali che il neo presidente eletto degli USA vorrebbe rendere operative. L'attuale situazione economica nordamericana è caratterizzata da un'impennata della spesa pubblica e da una brusca frenata dell'attività economica causate anche dalla pandemia. Come prevedibile, tale situazione è comune a molte altre nazioni. In questi casi il dubbio è se incrementare a breve le entrate fiscali con un impatto negativo sull'economia nazionale, oppure se proseguire con il classico interventismo statale a sostegno economico, con il problema dell'ulteriore incremento della spesa pubblica e tutto ciò che ne deriva. Una gestione oculata della finanza pubblica implicherebbe, tra l'altro, di evitare il diffuso affidamento sulla spesa pubblica per rilanciare l'economia, oltre ad evitare la spirale del debito pubblico e il mantenimento di un margine di manovra nella spesa pubblica per i periodi di rallentamento economico o di vera e propria recessione economica. In questa sede si omette di affrontare la cosiddetta nuova teoria della moneta, ossia la cosiddetta M.M.T.
Tra i provvedimenti già annunciati ci sarebbe l'incremento della corporate income tax che dovrebbe passare dal 21% al 28%. Inoltre, all'interno della rimodulazione della tassazione societaria, vi è anche il tentativo di assicurare un prelievo fiscale minimo. Infatti, si vorrebbe assicurare una tassazione societaria minima...