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Gestione d'impresa 06 Agosto 2021

L'impatto dell'intelligenza emotiva sulla qualità delle prestazioni

Il conflitto tra raziocinio ed emotività caratterizza da sempre l'essere umano. Alcune persone estremizzano l'uso del primo per reprimere e dominare le emozioni, mentre altre faticano a modularle, rimanendo in balia di esse.

Non si comprende mai appieno quanto il legame tra irragionevolezza e razionalità sia significativo e possa rivelarsi vincente. La prima conduce all'azione, la seconda porta a conclusioni. La mente effettivamente fa risolvere problemi, trovare connessioni, scegliere, decidere. Alla base del senno ci sono 2 grosse doti: una legata al modo in cui si governa sé stessi (la consapevolezza, la padronanza di sé e la motivazione) e una connessa al modo in cui ci si relaziona (l'empatia e l'esperienza relazionale). Bisogna padroneggiare gli stati d'animo, ponendoli al servizio della ragione, dominando l'indole ed evitando possibili interferenze. Sono infatti 2 i rischi di contaminazione: quelle orientate alla sopravvivenza (la paura, la tristezza, la gioia, il dolore, ecc.) e quelle correlate al contesto sociale, all'educazione familiare, a come nel corso della vita si elaborano le sfide (l'agitazione, la vergogna, la gelosia, ecc.). Identificare gli istinti e contenere gli entusiasmi per fare le giuste scelte è una capacità indispensabile per la carriera, anche più di un QI elevato. L'autodisciplina e il saper frenare il trasporto aiutano a cogliere le opportunità nei momenti difficili. Il fattore stimolante, la passione, la risolutezza e la convinzione per ciò che si è scelto di fare all'inizio dell'attività sono aspetti da ricordare sempre chiaramente. Solo con il...

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